PALAZZO DI BRERA
via Brera, 28




Dall'atmosfera solitaria e aristocratica di via Borgonuovo si passa a via Brera, animata e ricca di gallerie d'arte e negozi. S'impone con la sua mole il Palazzo di Brera, nato come collegio dei Gesuiti per volontà di San Carlo Borromeo che, nel 1572, metteva a disposizione dell'ordine una proprietà degli Umiliati. Il nome Brera deriva dal germanico "braida" (campo erboso suburbano) e in parte la zona rimase agreste fino al '600, quando vi si trovavano vigne, la chiesa e i fabbricati degli Umiliati, antica confraternita di laici dedita al commercio della lana. I Gesuiti affidarono i primi lavori a Martino Bassi, cui subentrò nel 1615 Francesco Maria Richini, che progettò le facciate, il cortile e lo scalone monumentale. L'esecuzione dei lavori si protrasse fino alla fine del '600, quando Giandomenico Richini e Girolamo Quadrio completarono la corte. A quell'epoca non esisteva l'ingresso su via Brera e si accedeva alla corte loggiata da un corridoio interno al complesso. Fu solo intorno al 1780 che Giuseppe Piermarini, architetto ducale di Milano austriaca, riprese il tema di un nuovo asse longitudinale Ovest-Est, che portò alla realizzazione delì1 attuale portale d'ingresso. Nel 1773, secolarizzato l'ordine, il palazzo di Brera divenne sede delle Scuole Cannobiane e Palatine, della Biblioteca, dell'Accademia di Belle Arti e, dal 1803, del primo nucleo della Pinacoteca. La facciata propone le linee austere del barocco lombardo, dove, nella chiara suddivisione delle superfici di mattoni, si aprono i finestroni di pietra scolpita, sormontate da timpani triangolari e ricurvi. Il cortile, tra i più significativi della città, ispira un senso di grandiosità, soprattutto ora che, dopo diversi anni di restauri, appare sgombro di impalcature e materiali da costruzione. I portici sono composti di archi a tutto sesto poggianti su un doppio ordine di colonne doriche, motivo che si ripete nella loggia al primo piano. Lungo le superfici perimetrali sono sistemate statue e busti di milanesi illustri. Il cortile si conclude ai piedi dello scalone a duplice rampa, di notevole effetto scenografico. Nel 1859 venne sistemata al centro del cortile la statua bronzea di Napoleone, in veste di Marte pacificatore, fusa nel 1811 su modello di Antonio Canova.

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