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Intelligenza artificiale: ecco tutto quello che c’è da sapere

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Tipologie, esempi e strumenti online

Vogliamo cominciare l'articolo con il botto? E allora, diciamolo pure, tanto ormai si parla solo di questo. Elon Musk e la sua società di ricerca e sviluppo di intelligenza artificiale - Open AI - stanno cambiando il nostro mondo, giorno dopo giorno. D'altronde non è che le intelligenze artificiali siano nate ieri; i primi timidi esempi risalgono agli anni '50, poi iniziano a prendere forma nei programmi di riconoscimento vocale, sviluppati da IBM negli anni '70, nelle reti neurali e negli algoritmi di apprendimento automatico degli anni '80 e '90, ma è solo con l'avvento dei Big Data, l'accesso a una quantità enorme di informazioni e il machine learining che fanno passi da gigante, permettendoci di creare i sistemi che utilizziamo oggi, come il riconoscimento vocale e facciale, i tool di traduzione automatica, gli assistenti vocali e molte altre applicazioni.

Tipologie ed esempi di intelligenza artificiale

Anche se l'obiettivo è sempre lo stesso, ovvero quello di generare sistemi in grado di eseguire task normalmente riservati alla mente umana, non tutte le intelligenze artificiali sono uguali. Vediamo insieme quali sono le diverse tipologie:

  1. il machine learning: appartengono a questo sottogruppo tutti quegli algoritmi che vengono programmati per imparare dai dati e che adattano il loro comportamento in modo autonomo in base ai dati ricevuti.
  2. la computer vision: fanno parte di questa categoria tutte le A.I in grado di interpretare immagini, video e di riconoscere oggetti, volti, espressioni facciali.
  3. il natural language processing: tra le tre, forse quella più in voga nell'ultimo periodo, parliamo dell' intelligenza artificiale che si occupa di elaborazione del linguaggio naturale. Capace di interpretare il linguaggio umano e le domande che gli utenti le rivolgono, sa fornire loro risposte appropriate.

Se la teoria appare molto tecnica, basta fare alcuni esempi pratici per renderci conto di quanto facilmente queste tipologie di intelligenza artificiale si inseriscano nella nostra vita quotidiana. Tra le principali invenzioni mosse da A.I, infatti, ci sono:

  1. le auto a guida autonoma: in grado di rilevare il contesto del traffico e viaggiare in strada senza bisogno che siamo noi a pilotarle.
  2. i chatbot: che rispondono alle nostre domande e ci forniscono assistenza attraverso un linguaggio del tutto naturale.
  3. le raccomandazioni personalizzate: ovvero i prodotti, i contenuti e gli amici correlati che ci vengono proposti sui siti web e sui social.
  4. gli assistenti virtuali: Siri di Apple, Alexa di Amazon, Google Assistant e tutti gli altri apparecchi di voice research, sono tutte A.I che utilizzano il riconoscimento vocale, oltre all'elaborazione del linguaggio naturale, per esaudire i nostri desideri ogni giorno.
  5. i filtri di spam: che ci evitano di ricevere  email indesiderate sui nostri preziosi account di posta elettronica.
  6. il riconoscimento facciale: che ci permette di sbloccare lo smartphone e accedere ai nostri dati tramite l'identificazione dei nostri tratti somatici.

Fin qui pensiamo sia abbastanza chiaro come l'A.I abbia reso e renda tuttora più facile la nostra routine quotidiana. Benchè nasca per semplificare la vita concreta, negli ultimi tempi sta però diventando sempre più una materia che interessa anche le discipline umanistiche. Più si fanno progressi nel campo, più crescono i confronti riguardo al rapporto ch intercorre tra filosofia e intelligenza artificiale e tra intelligenza artificiale e arte.

Che sia lecito o no, infatti, questo tipo di tecnologia comincia a essere utilizzata anche per generare opere d'arte basate sugli stili di specifici artisti o sui gusti di un determinato pubblico di riferimento; per modificare opere già esistenti, creare varianti e reinterpretazioni uniche. E tutto questo genera non poche perplessità.
Se da un lato l'A.I può essere un valido strumento creativo, il suo abuso ci interroga su quale potrebbe diventare il ruolo dell'essere umano nell'arte e sulla proprietà intellettuale dei capolavori generati dall'intelligenza artificiale stessa, oltre a questioni gnosologiche relative alla natura dell'intelligenza, della coscienza, dell'etica e del rapporto tra l'uomo e la macchina.

Per dirla in parole povere: In un futuro, neanche troppo lontano, sarà davvero possibile usare A.I in modo efficace e giusto in ogni ambito della nostra vita o tutto questo finirà per sovrastarci? Purtroppo è ancora troppo presto per dare una risposta. Personamente crediamo molto nella tecnologia - e nel buon senso - e per questo siamo ottimisti e davvero convinti che l'intelligenza artificiale, se usata con criterio e regolamentata da opportune normative, come sempre accade in ambito digitale, potrà garantirci una crescita evoutiva e performatica tutt'altro che indifferente.

Strumenti di intelligenza artificiale online

Dato l'hype generatosi di recente attorno al tema,  sono tantissime le start-up che ogni giorno lanciano sul mercato nuovi strumenti di intelligenza artificiale online, alcuni dei quali sembrano avere tutte le carte in regola per aiutarci a comunicare e promuovere le nostre realtà in modo più veloce e puntuale. Tra i più interessanti troviamo:

  1. Chat GPT - modello A.I inventato da Open AI, la società che abbiamo citato a inizio articolo e che vede tra i fondatori lo stesso Elon Musk, è decisamente lo strumento online dell'anno. Basato sul natural language, risponde praticamente a qualsiasi domanda gli venga posta, fornendo un aiuto concreto nella realizzazione delle più disparate mansioni: dall'ideazione di contenuti testuali alle ottimizzazioni tecniche.
  2. Tome - uno strumento A.I online utilissimo, poiché in grado di strutturare storytelling e presentazioni online.
  3. Logomaster.ai - un tool A.I in grado di sviluppare loghi e logotipi sulla base di poche informazioni di partenza.
  4. RunwayML: uno strumento di machine learning che tramite una varietà di modelli permette di generare post e campagne pubblicitarie per il tuo marchio sulla base del riconoscimento di immagini e la sintesi vocale.
  5. AIVA: una piattaforma di composizione musicale che utilizza l'AI per creare musica originale in diversi stili.

Anche in questo caso la parola d'ordine è equilibrio. Questi A.I tool possono velocizzarci la vita, aiutandoci nello svolgere le nostre operazioni logistiche e promozionali quotidiane, ma allo stesso tempo rimangono un mezzo, che ha bisogno di essere guidato e monitorato per funzionare bene. Come accade per il metaverso, il potenziale dell'intelligenza artificiale è infinito ma ancora in via di sviluppo. Se ci affidiamo totalmente a essa per l'ideazione delle nostre campagne di marketing, non solo rischiamo di produrre un lavoro standardizzato, ma anche di diffondere informazioni inesatte o approssimative. Il nostro consiglio è quello di integrarla nella nostra routine per ottiimizzare tempo e risorse, avendo però sempre cura di revisionare il prodotto generato in un'ottica personalizzata che lo renda adeguato al brand e al pubblico per cui stiamo lavorando.

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